Deceduta dopo una disinfestazione tarli non ecologica: il caso resta un’incognita

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Deceduta dopo una disinfestazione tarli non ecologica: il caso resta un’incognita

Deceduta nell’autunno 2025 a seguito di un trattamento antitarlo da parte di una ditta specializzata: era il caso di una donna della provincia di Arezzo, colta da un malore (insieme al marito), risultato per lei purtroppo letale. Le indagini e i dubbi si erano subito focalizzati sul titolare della ditta, sospettato dai Pm di aver utilizzato un gas nocivo e per questo accusato di omicidio colposo e lesioni.

 

Ma la perizia tossicologica effettuata sul corpo della donna non ha evidenziato la presenza della sostanza tossica nei tessuti della salma, al punto che gli stessi giudici starebbero valutando l’archiviazione del caso. Sia i legali della vittima, che i Pm della Procura aretina, tuttavia, non intendono chiudere la questione e puntano l’attenzione sulla fosfina, una sostanza utilizzata per eliminare i tarli del legno ed estremamente pericolosa per la salute, la cui presenza sui tessuti umani tende a svanire nel giro di poche ore.

 

I rilievi effettuati dagli inquirenti, infatti, hanno riscontrato la presenza di questo gas all’interno dell’ambiente sottoposto a trattamento; a ciò si aggiungono le criticità legate all’assenza di adeguate condizioni di sicurezza del cantiere. Insomma, il caso della fosfina, dimostra ancora una volta come per eliminare i tarli dalle travi o dai mobili della propria casa sia necessario affidarsi u interventi di disinfestazione ecologici, sicuri e che non abbiano alcun impatto sulla salute delle persone.

A.F.